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RACCOMANDAZIONI
PER LA SORVEGLIANZA POST-ANESTESIOLOGICA
Nelle prime ore successive
ad un intervento diagnostico e/o terapeutico condotto in anestesia o sedazione,
il paziente può essere esposto al rischio di complicanze legate agli effetti
residui dei farmaci impiegati e alle conseguenze dell’intervento praticato.
È quindi raccomandabile
una sorveglianza idonea che potrà essere effettuata, ove ciò sia realizzabile,
in un’area appositamente predisposta.
Questo documento, elaborato
dal Gruppo di Studio SIAARTI per la Sicurezza in Anestesia e Terapia Intensiva,
sulla base anche di normative in vigore in altri Paesi, ha lo scopo di contribuire
ad ottimizzare le cure postoperatorie fornendo un protocollo di massima, da
adattare alle specifiche esigenze di ogni struttura. Le raccomandazioni contenute
nel documento potranno essere soggette a revisioni periodiche al fine di risultare
adeguate all’evoluzione clinica e tecnologica della nostra specialità.
Sorveglianza
postoperatoria
Un paziente che sia stato
sottoposto ad anestesia generale locoregionale e/o sedazione può presentare
un certo grado di compromissione residua delle funzioni respiratoria, cardi ocircolatoria
e neuropsichica. Può necessitare, pertanto, di sorveglianza temporanea da parte
di personale infermieristico specializzato in un ambiente idoneo all’osservazione
ed al monitoraggio fino al completo recupero delle funzioni vitali e dello stato
di veglia.
La sorveglianza postoperatoria
può essere effettuata nella stessa sala operatoria oppure in un’area di risveglio
appositamente attrezzata.
Se l’anestesista che ha
effettuato l’anestesia non può personalmente assistere il paziente durante la
fase di risveglio dovrà fornire al personale infermieristico che effettuerà
il controllo tutte le informazioni cliniche necessarie nonché le indicazioni
sul tipo di sorveglianza e/o assistenza più opportune.
Il personale infermieristico
addetto alla sorveglianza postoperatoria deve essere in grado di riconoscere
precocemente la destabilizzazione delle funzioni vitali e fornire assistenza
opportuna in attesa dell’arrivo dell’anestesista.
La sorveglianza e l’assistenza
da parte dell’anestesista o del personale infermieristico specializzato devono
essere assicurate anche durante l’eventuale trasferimento dalla sala operatoria
all’area di risveglio e/o aree intensive.
Nella fase di risveglio
il paziente deve essere sottoposto a sorveglianza dei parametri vitali: respiratori
(ossigenazione, frequenza respiratoria, ampiezza e simmetria delle escursioni
toraciche), cardiocircolatori, (frequenza cardiaca e pressione arteriosa sistemica)
e neurologici (stato di coscienza, riflessi di protezione delle vie aeree quali
tosse e deglutizione, orientamento temporo-spaziale, esecuzione di ordini semplici).
Vanno inoltre controllati temperatura corporea diuresi e forza neuromuscolare
(stringere la mano, alzare la testa e muovere gli arti). La sorveglianza riguarda
anche gli accessi vascolari e le eventuali perdite ematiche.
È opportuno che questi dati
vengano annotati sulla cartella di anestesia oppure sulla cartella clinica del
paziente.
La sorveglianza clinica
può essere completata, ove le condizioni del paziente lo richiedano, da un monitoraggio
strumentale.
Il paziente deve essere
sorvegliato fino a quando non abbia recuperato i riflessi di protezione delle
vie aeree, l’orientamento temporo-spaziale e non si sia realizzata una soddisfacente
stabilizzazione dei parametri vitali.
La dimissione dall’area
di risveglio viene decisa dall’anestesista dopo aver verificato la sussistenza
delle predette condizioni.
Si raccomanda che le informazioni
cliniche e strumentali relative al paziente durante la fase di risveglio (evoluzione,
condizioni al momento del trasferimento al reparto di degenza), le eventuali
prescrizioni nonché l’ora delle dimissioni ed il nonne del sanitario che ha
prestato l’assistenza e ne ha deciso il trasferimento, siano annotate sulla
cartella di anestesia e sulla cartella clinica del paziente.
Raccomandazioni
per l’organizzazione di un’area di risveglio attrezzata
Le seguenti raccomandazioni
sono volte ad ottimizzare le cure postoperatorie in una area opportunamente
attrezzata. Tuttavia è doveroso prendere atto che la situazione ospedaliera
italiana è oggi, sott o questo aspetto, disomogenea sia in ordine al personale
medico ed infermieristico, sia in ordine alle strutture edilizie e tecnologiche
previste dalle raccomandazioni stesse. Quanto di seguito consigliato non deve
quindi essere considerato un obiettivo immediatamente realizzabile, bensì un
traguardo da raggiungere.
Ove esiste la possibilità
di creare un’area di risveglio attrezzata, questa va posta in contiguità del
blocco operatorio per limitare la durata del trasporto del paziente e permettere
l’intervento rapido di un anestesista e disporre delle opportune attrezzature.
Quest’area deve essere in
grado di accogliere tutti i pazienti che necessitano di una sorveglianza post-anestesiologica.
La dimensione dell’area, il numero dei posti letto, gli orari e il numero dei
sanitari vanno adeguati all’attività delle sale operatorie che vi afferiscono.
Per il funzionamento delle
apparecchiature necessarie, l’area di risveglio deve essere dotata di impianti
idonei. Ogni posto letto deve poter disporre di un numero adeguato di prese
elettriche, prese di O2, aria compressa ed aspirazione. Inoltre devono essere
disponibili nell’area tutte le apparecchiature e tutti i farmaci ritenuti necessari
per l’emergenza.
La sorveglianza e l’assistenza
in quest’area devono essere assicurate da infermieri professionali qualificati
sotto la direzione di un medico anestesista.
L’anestesista raccoglie
le informazioni cliniche e le indicazioni al momento dell’ammissione del paziente,
stabilisce il tipo di sorveglianza e/o di assistenza più opportuna e decide
le dimissioni del paziente dall’area.
Elenco
apparecchiature raccomandate per l’area di risveglio attrezzata
| Raccomandati: |
Opzionali: |
| monitor
ECG; |
capnometro; |
| defibrillatore; |
ventilatore
meccanico; |
| misuratori
pressione arteriosa; |
pompe
peristaltiche e a siringa; |
| sistemi
di O2 terapia (flussometri, umidificatori, maschere, ecc.); |
stimolatore
neuromuscolare; |
| sistemi
di ventilazione manuali; |
pace-maker; |
| sistemi
di asp irazione; |
termistori. |
| laringoscopio; |
| tubi endotracheali
e cannule; |
| saturimetro
a polso; |
| termometri. |
Il numero di queste apparecchiature
va rapportato al tipo di patologia chirurgica trattata ed al numero di pazienti.
Bibliografia
1. SFAR Societé Française
d’Anesthésie et de Réanimation. Recommendations concernant la surveillance et
les soins postanesthésiques. September 1990.
2. Association of
Anaesthetists of Great Britain and Ireland. Post-Anaesthetic Recovery Facilities.
October 1985.
3. ASA American Society
of Anesthesiologists. Standards for postanesthesia care. (Approved by House
of Delegates on October 12, 1988 and last amended on October 23, 1990).
4. Van Aken H, Vandermeersch
E. Postanesthetic Care Unit (PACU). A necessity for every hospital. Acta Anaesth
Belg 1990;41:3-6.
5. Richtlinien der
Deutschen Gesellschaft fuer Anaesthesiologie und int ensivmedizin und des Berufsverbandes
Deutscher Anaesthesisten. Qualitaetssicherung in der Anaesthesiologie. Anaesthesiologie
und Intensivmedizin 1989:307-14.
6. Brown EM, Parkinson
G, Brown BA. Technology and Postanesthesia Care. Semin Anesth 1988;4:278-83.
Coordinatore:
Ida Salvo.
Componenti: Alma
Accorsi, Gualtiero Bellucci, Gabriella Bettelli, Luigi Bianchetti, Antonio Braschi,
Edoardo Calderini, Andrea De Gasperi, Rossana Fiori, Nicola Francavilla, Giulio
Frova, Rocco Giuliani, Paolo Gregorini, Gaetano Iapichino, Tullio Lucanto, Salvatore
Montanini, Gianmaria Paolillo, Roberto Pattono, Aldo Vito Peduto, Flavia Petrini,
Lucia Piazza, Paolo Pietropaoli, Paolo Ruju, Riccardo Santagostino, Gennaro
Savoia, Maurizio Solca, Luigi Stella, Mario Tavola, Giorgio Torri, Rosalba Tufano,
Massimo Valente, Sergio Vesconi, Elena Zoia, Paolo Zuccoli.
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